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15.03.2013.
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Trasloco linea adsl e telefonica: tempi e costi

Quando ci si trasferisce in una nuova abitazione si hanno tre possibilità per quanto riguarda la propria linea telefonica e cioè: il trasloco, con il quale si “sposta la propria linea adsl e telefonica” con l’obiettivo di mantenere le condizioni contrattuali in vigore, e se possibile (dipende se il trasferimento avviene all’interno di uno stesso distretto telefonico oppure no) il proprio numero telefonico; la cessazione dell’attuale linea telefonica per poi attivarne un’altra nella nuova abitazione con lo stesso operatore o uno diverso; la portabilità della linea, ovvero, approfittando del trasferimento, si cambia anche il gestore telefonico.

Tra tutte queste procedure il trasloco (ovvero il mantenimento dello stesso gestore) non rappresenta la soluzione più economica, ma è indubbiamente quella più semplice da effettuare e quella che consente un uso praticamente continuativo tra la linea nelle vecchia abitazione con quella della nuova casa.

Trasloco linea telefonica e adsl: la semplicità a costi fissi ma tempi variabili

Quando si decide di trasferire insieme alla mobilia anche la linea telefonica bisogna attivarsi con un certo anticipo, in parte dettato dalla tempistica del proprio operatore. Alcuni infatti prevedono un tempo medio di 10 giorni, altri una tempistica che va da un minimo di qualche giorno ad un massimo di 30, ed altri ancora partono comunque da un tempo minimo di 4 settimane circa.

Se si ha una linea ADSL Naked la tempistica è generalmente più lunga. Quindi la prima cosa da fare è informarsi presso il servizio clienti del proprio operatore per conoscere questi tempi, considerando che fino a quando non verranno attivate nella nuova casa, la linea telefonica e il servizio di Adsl continueranno ad essere accessibili al precedente indirizzo.

Alcuni provider per evitare disservizi mettono a disposizione un servizio, senza costi aggiuntivi, che permette di sfruttare fino all’attivazione della nuova linea telefonica, la internet key data in dotazione. La richiesta di trasloco è semplice, prevede solo l’indicazione del nuovo domicilio e la specifica “trasloco” per evitare che vengano applicati costi diversi da quelli previsti per le altre tipologie di servizio, ed è inoltrabile sia online (con la compilazione dell’apposito modulo presente nell’area clienti) che parlando con un operatore. Tutti i principali provider prevedono il pagamento di un costo fisso, che in media si aggira sui 70 euro.

I problemi legati al trasloco della linea

Un primo aspetto da non sottovalutare, specialmente se non si è clienti di Telecom, è che il servizio di copertura potrebbe non essere garantito nella nuova zona, o potrebbe esserlo con requisiti di velocità e stabilità della linea notevolmente inferiori.

Quindi la cosa da fare, prima di procedere ad una scelta, è informarsi presso l’operatore per conoscere nel dettaglio entrambi questi aspetti. In più, durante le procedure di trasloco potrebbero sorgere dei problemi, che oltre a portare a un prolungamento dei tempi, potrebbero causare anche ad un aumento dei costi da sostenere. Anche per questo aspetto bisogna quindi informarsi con anticipo, perché solo alcuni provider prevedono la possibilità di applicare un costo non superiore a quello di trasloco.

In tutti questi casi bisogna eventualmente valutare la soluzione della portabilità, presso un altro operatore, oppure la cessazione e riattivazione della linea con lo stesso provider, mettendo a confronto i costi da sostenere in tutte e due le ipotesi (in entrambi i casi si potrebbe andare incontro ai disagi legati alla mancanza di accesso al servizio per un certo periodo di tempo, non quantificabile però a priori).

Quando è preferibile scegliere il trasloco o la portabilità

Se la motivazione della scelta fra la portabilità ed il trasloco fosse la volontà di non pagare il contributo di 70 euro, bisognerebbe prima fare alcune valutazioni, per evitare di ritrovarsi con un esborso addirittura maggiore. Per prima cosa bisogna controllare di non essere nel periodo contrattuale durante il quale una interruzione del rapporto con il provider attuale porterebbe al pagamento di penali.

In più bisogna controllare nel dettaglio se sono previsti, al di là dei costi di attivazione generalmente azzerati con le promozioni, dei contributi di altro tipo legati all’adeguamento della linea con il nuovo operatore. Infatti mentre con quello precedente si possono sfruttare delle riduzioni di prezzo legate a situazioni di adeguamento particolari, difficilmente un nuovo operatore, una volta ottenuto il contratto, applicherà lo stesso trattamento.

Alcuni esempi di tempi e costi di trasloco

- Telecom Italia prevede il contributo di trasloco più elevato, pari a 72,4 euro Iva inclusa ma una tempistica abbastanza precisa, intorno ai 10 giorni. In più se le operazioni necessarie per l’adeguamento arrivassero ai 60 giorni con forti esborsi per l’utente, questo operatore propone la cessazione e la riattivazione della linea ma pagando sempre e solo il contributo per il trasloco;

- Vodafone prevede un contributo di 70 euro, Iva inclusa, ma la tempistica varia da un minimo di 3 a un massimo di 30 giorni, prolungabili nel caso di particolari problemi tecnici;

- Fastweb rimane sui 70 euro di contributo, mentre per la tempistica proposta stiamo intorno al mese pieno (30 giorni).