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16.06.2015.
Mar

Digital divide: il punto della situazione

La questione del digital divide e l’importanza del suo superamento in tempi brevi, è divenuto un tema molto dibattuto in Italia a seguito degli obiettivi imposti dall’Agenzia digitale europea, che a sua volta ha cominciato ad interrogarsi sugli effetti negativi che ha sui cittadini e sull’economia, dopo Davos, con il WEF del 2000.

Infatti i primi ad affrontare la questione sono stati gli americani, a partire dal 1994 quando l’amministrazione Clinton commissionò uno studio che mettesse in luce le problematiche sul “divario” digitale o di connessione dei vari cittadini dislocati nei differenti suoi Stati.

In Europa, l’Italia si è trovata messa in fondo alla classifica, seguita dalla Grecia, anche se ovviamente si tratta di una problematica “relativa” se paragonata ad altre realtà nel mondo, ma dal punto di vista dei Paesi industrializzati rimane relegata a posizioni poco edificanti, considerati gli investimenti che dovevano esser compiuti negli anni passati per la soluzione al divario digitale (vedi anche Adsl speed adsl).

La banda larga ed il ‘nuovo’ divario digitale

Per molto tempo è stato compito dei cittadini italiani trovare delle soluzioni alternative, affidandosi a connessioni satellitari o via radio, ove presenti. Tuttavia i piani dell’Ue hanno costretto i governi italiani degli ultimi anni ad affrontare il problema, passando per forme di incentivo date a coloro che si fossero impegnati ad eliminare la questione del digital divide nei territori più svantaggiati.

Ovviamente l' Agenda digitale della Ue corre a una velocità armonizzata con il resto degli Stati membri, per cui quello che poteva essere considerato un buon risultato, nella eliminazione di vaste zone dove non arrivava praticamente nessuna infrastruttura, nemmeno Telecom, atta a colmare il divario, si è invece trasformato in una forma più ‘evoluta’ di digital divide.

La stessa Europa ha fissato infatti nella banda larga minima il requisito necessario per non dover più parlare di digital divide. Invece a partire dal 2015 l’obiettivo è stato nuovamente spostato, imponendo il raggiungimento del 100% della connessione a banda larga (minima su tutto il territorio ed almeno la metà con la banda ultra veloce, entro il 2018.

Come viene superato il problema del digital divide?

Il governo ha scelto la via della creazione di un fondo al quale possono attingere quegli operatori che scelgono di investire in quelle zone di scarso interesse di mercato per primi e in modo più sostanzioso.

Ovviamente la posizione di vantaggio della Telecom (vedi Internet senza limiti Telecom), gli ha permesso fino ad ora di ottenere una posizione di primo piano, ma il discorso del monopolio dei servizi, con conseguente effetto negativo sulla concorrenza, non potrà più esserci.