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01.02.2013.
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Costi di attivazione: come risparmiare

L’informazione non sempre è amica dei consumatori, soprattutto perché spesso ci si limita agli aspetti più sensazionalistici, dimenticando invece il tipo di conoscenza di cui avrebbero bisogno i destinatari. Infatti quando si è parlato di liberalizzazione del mercato delle tariffe telefoniche e di conseguente liberazione dall’obbligo del pagamento del canone Telecom, si è finito con il non considerare gli aspetti più pratici, soprattutto dal punto di vista economico. Nella scelta della convenienza di passare da un’offerta o da un gestore ADSL ad un altro, indubbiamente il primo aspetto da valutare è quello della convenienza economica, un’operazione che può apparire molto semplice, ma che in realtà può nascondere alcune insidie. I fattori da considerare sono:

  • Costi di attivazione;
  • Costo del servizio una volta andato a regime (non limitarsi alla sola offerta) ed eventuali penali di distacco collegate;
  • Durata minima obbligatoria del contratto.

Andando per gradi vediamo per prima cosa la voce legata ai costi di attivazione, proprio perché soprattutto su questi, da una parte c’è confusione mentre dall’altra manca molto spesso la necessaria chiarezza e trasparenza da parte dei vari provider.

I costi di attivazione sono legali?

A differenza di ciò che pensano in molti, la risposta a questa domanda è positiva. La liberalizzazione del mercato non ha eliminato né i costi di attivazione e tantomeno quelli di distacco o estinzione del contratto. L’unico requisito richiesto per entrambi, ai fini della legalità, è che siano previsti nel contratto. Quindi prima di accettare un’offerta bisogna andare a vedere se nel contratto sono presenti, quale sia il loro importo, o se ci sono particolari clausole a cui vengono subordinati. Il problema è che non sempre sono evidenziati e spesso si trovano proprio sotto la voce “clausole” o “condizioni particolari” e voci similari. Nel caso in cui l’offerta venga individuata attraverso l’uso di internet, allora bisogna andare sul sito del provider che interessa e cercare dove sono state riportate le voci legate ai costi di attivazione. Bisogna dare un’occhiata alle varie voci fino a quando non si trovano quelle corrispondenti (si può parlare di contributo di attivazione, una tantum sulla prima bolletta, ecc), che spesso non sono inserite nei posti più logici, ma in voci che non sono direttamente correlate (spesso si trovano in “dettagli”). Scoprirete così nella maggior parte dei casi che i costi ci sono e non sono nemmeno bassi.

Cosa fare per risparmiare sui costi di attivazione?

Per prima cosa bisognerebbe evitare la sottoscrizione di offerte eccessivamente “specifiche” come nel caso di contratti di offerte solo ADSL o solo telefono. Nella maggior parte dei casi sono le offerte ADSL Flat + Telefono ad avere lo storno dei costi di attivazione (non dare per scontato che se non vengono applicati su una offerta da parte di un provider, questi non li applicherà anche sulle altre offerte). Quindi bisogna prediligere la sottoscrizione nei periodi promozionali (che specificano lo storno dei costi di attivazione) facendo ben attenzione alle date entro le quali procedere. Se si è deciso di cambiare offerta o gestore, meglio procedere attraverso il web per due ragioni: la maggior parte dei casi in cui le offerte non prevedono dei costi di attivazione, si riferiscono all’attivazione o adesione via web della promozione, ed in più sul sito si possono controllare le vere condizioni applicate (fare massima attenzione ai richiami asteriscati). C’è poi un’ultima precauzione: bisogna valutare i costi di attivazione impliciti, che vengono assorbiti in parte dalle eventuali penali in caso di estinzione o recesso anticipato dal contratto (ovvero prima della scadenza che è stata sottoscritta che può variare da 12 a 24 mesi). Ma anche in questo caso se presenti devono essere indicati nel contratto stesso.