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22.02.2013.
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Contratto adsl: quali elementi verificare ?

La vasta gamma delle offerte che vengono pubblicizzate ormai con ogni mezzo, solo apparentemente semplificano la scelta verso il miglior provider. Ed è proprio l’aspetto “fortemente pubblicitario” a dover mettere in allarme chiunque si sia messo alla ricerca di un contratto ADSL vantaggioso, per una ragione molto chiara: le pubblicità non dicono mai tutto e soprattutto non lo fanno in modo trasparente, e non a caso, nell’ultimo anno, è salito il numero di multe che l’Antitrust ha inflitto alle compagnie telefoniche.

Quello che le pubblicità generalmente non dicono in modo chiaro

Le offerte pubblicitarie enfatizzano soprattutto la parte legata al risparmio, per cui bisogna spulciare i contratti per controllare per prima cosa quanto durerà l’offerta, i vincoli a cui sottostare per poterne usufruire, e la durata minima del contratto.
Da questo punto di vista infatti la larga maggioranza dei provider è passato da un minimo di durata contrattuale di 12 mesi a una durata di 24 mesi. Per questo sarà fondamentale vedere le eventuali penali di estinzione anticipata presenti sul contratto stesso. A tale riguardo bisogna fare attenzione anche all’ipotesi (anche in questo caso sempre più frequente) in cui siano previste delle penali di recesso anche dopo la durata contrattuale: i tribunali hanno stabilito che se previste dal contratto sono perfettamente legali, e perciò si stanno diffondendo a macchia d’olio per dissuadere coloro che hanno intenzione di guardarsi intorno.
Sempre riguardo ai costi nascosti bisogna controllare che non siano riportate delle penali salatissime in caso di ritardato invio del router in comodato d’uso.
Anche in questo caso non ha importanza che il comodato d’uso sia obbligatorio, ed anche se ciò rientra nelle clausole vessatorie (essendo illegali non sono valide), si rischia comunque di dover intraprendere una battaglia a suon di raccomandate o addirittura il doversi rivolgere ad avvocati o ad associazioni dei consumatori.
Il termine legale per la restituzione del router non può essere al di sotto dei 30 giorni e in tale caso non può essere applicata alcuna penale. Tutte queste voci vanno ricercate con pazienza nel contratto, per cui bisogna diffidare di quelle proposte, che anche se particolarmente alettanti, prevedono prima l’adesione, e successivamente l’invio del contratto come mera formalità. Ottenere il contratto da prendere in visione è un diritto che è sempre bene esercitare.

Le voci delle offerte ADSL che non hanno una grande importanza

Un aspetto su cui la maggior parte delle offerte fa leva è quello dell’elevatissima velocità di connessione di cui si potrà usufruire con quel contratto. Ma questo dato in effetti non è così importante, in quanto si tratta della velocità massima di navigazione, e c’è da scommettersi che non sarà praticamente mai raggiunta. Ciò, tra le altre cose, non rappresenta un disservizio, perché nel contratto stesso viene indicata come la velocità massima raggiungibile in condizioni ottimali. La voce più utile da analizzare è quella della velocità di connessione (sia in upload che in download) minima garantita dal contratto: se questi limiti non vengono rispettati allora si potrà richiedere che il provider sistemi le cause del disservizio.
Per controllare inoltre quale sia la velocità di connessione della zona in cui si vive, basta utilizzare uno dei programmi gratuiti presenti online, così da avere le idee più chiare (come ad esempio SpeedTest.net ,ma ce ne sono veramente tantissimi, ed alcuni possono essere usati attraverso le app del proprio smartphone).
Un ultimo controllo (che non guasta) riguarda infine i tipi di router che saranno messi a disposizione e se c’è la possibilità di non usufruire del comodato d’uso obbligatorio.

Meglio i pacchetti “all inclusive” o i servizi a consumo?

In generale vale il principio di una maggiore convenienza per i pacchetti ADSL più voce, ma anche all’interno di questi si celano delle insidie, nascoste dal significato della parola “All inclusive”. Nei pacchetti vengono infatti inclusi molti più sevizi di quanti non ne siano stati esplicitamente richiesti con due modalità: la prima è quella della gratuità del periodo di prova (ma se non viene richiesta la disattivazione per tempo, ci si ritrova la bolletta gonfiata da tanti piccoli costi che insieme la rendono molto più pesante di quanto previsto). L’altra invece è quella dei servizi che vengono offerti in modo implicito (soprattutto online), ovvero quando il pacchetto prevede anche l’applicazione di servizi accessori a pagamento, a meno che il cliente non provveda a chiedere in modo esplicito la loro esclusione (basta segnare sul contratto il rifiuto per ciascun servizio di cui non si ha bisogno). Un ultimo consiglio, che vale più nella fase di comparazione che in quella di affinamento della ricerca, riguarda il calcolo del costo del pacchetto: alcune compagnie (la maggior parte, anche se non tutte) indicano il costo senza Iva, mentre alcune la comprendono nei costi. Per una giusta comparazione bisogna quindi controllare nelle note (sul sito) se si tratta di un servizio comprensivo o meno dell’Iva (che è del 21%, il che può fare un po di differenza nella scelta ottimale).